Respirare è un atto naturale che ci accompagna tutta la vita.
Spesso però di questo atto così importante e vitale non ne siamo affatto consapevoli, non ci rendiamo conto della qualità del respiro.
Sempre nella non consapevolezza del non vivere le emozioni, blocchiamo l’atto respiratorio che piano piano diventa sempre più corto, i muscoli respiratori si accorciano, il diaframma perde la sua elasticità e si blocca, la pancia non respira, non lascia andare il movimento libero e liberatorio del respiro.
Il respiro è profondamente influenzato delle emozioni.
La paura modifica la respirazione con una caratteristica contrattura della muscolatura respiratoria della schiena, della nuca, del diaframma e della parte superiore del torace.
Quando inibiamo le parole, le opinioni, la voce, i muscoli del collo e della gola si contraggono.
Quando non siamo liberi di muoverci, di correre indeboliamo la respirazione addominale.
Col respiro consentiamo lo scambio tra il nostro organismo e l’ambiente circostante, liberando anidride carbonica e caricandoci con l’ossigeno, questa ossigenazione è alla base del metabolismo attraverso cui le cellule ricevono nutrimento e si liberano dalle scorie.
Quando respiriamo consapevolmente riapriamo le porte della percezione sensoriale e sentiamo il piacere, il dolore, la tensione nei vari distretti del corpo, e qui prendiamo coscienza dello stato di benessere o di blocco o di tensione, ma è lo stesso respiro che può riportarci in uno stato di equilibrio funzionale e ritrovare la libertà di essere se stessi.
Fermati un momento, chiudi gli occhi e respira.
“Il respiro è una risorsa preziosa e potente che abbiamo sempre con noi e alla quale possiamo “tornare” in caso di bisogno. Basta imparare a utilizzarla. Osservate il ritmo della vostra respirazione; percepite l’aria che entra ed esce, percepite l’energia vitale dentro il vostro corpo.”



